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Vino italiano: disciplinari di produzione

Negli ultimi anni, mentre il mercato dei vini convenzionali ha registrato cali di fatturato, i vini biologici si sono difesi bene, anzi hanno registrato volumi di affari in aumento.

Questi risultati hanno prodotto come naturale conseguenza una crescente attenzione da parte dei media italiani sul mondo dei cosiddetti vini naturali.

Per quanto ci riguarda, auspichiamo una maggiore informazione sull’agricoltura biologica certificata e, in particolare, maggiori notizie sulla viticoltura biologica italiana e i superlativi vini che essa produce.
Ci piacerebbe leggere più spesso le parole: disciplinare di produzione vino biologico.

Magari le nostre ricerche non sono esaustive e complete, ma ciò che maggiormente percepiamo sui media è lo sforzo comunicativo di non pochi addetti ai lavori che, forse perseguendo l’obiettivo di costruire nicchie di mercato o quello di rendere identificabili grandi produttori di vino o cordate di cantine che si vogliono distinguere per “un certo modo di fare il vino” (comunque non proprio vignaioli che fanno al massimo 20.000 bottiglie l’anno), continuano a pubblicare valutazioni e recensioni su “Vini naturali”, Vini Liberi”, Vini Veri” “Vini Sostenibili” (e chissà cos’altro ci aspetta).

Per quanto ci riguarda, esiste una suddivisione abbastanza netta. Ed è quella che stabilisce la legge, molto semplicemente.
Da una parte ci sono: disciplinari di produzione vini convenzionali.
Dall’altra parte c’è: disciplinare di produzione vino biologico.

Insomma ben vengano le ricerche di enologi e produttori tese ad assicurarci vini più salubri e gustosi. Benvenuti i disciplinari di associazioni o singole cantine che magari ci offrono vini senza chimica di sintesi e con tenori di solfiti anche inferiori ai 100mg/l previsti dalla legge quale limite massimo per i rossi biologici.
Allo stesso tempo però, semplicemente, diciamo chiaro e forte che tali standard sono regole soggettive, la cui osservanza è autocertificata e non sottoposta a controlli formali.
 

In relazione al disciplinare di produzione del vino biologico, per evidenti ragioni di spazio, rimandiamo al Regolamento UE n. 203/2012, che fissa le regole da osservare per  produrre vini biologici in Europa e certificarne l’autenticità tramite il logo  e la dicitura di “vino biologico”.



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