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Maggiore trasparenza nell’etichettatura dei vini biologici

Agli italiani il vino piace! E quasi tutti gradiscono quello prodotto nel nostro bel paese!
Anche se, come in altri settori, le vendite di vino italiano negli ultimi periodi hanno subito contrazioni. E nonostante i vini pregiati italiani siano comunque molto richiesti e apprezzati all’estero, Stati Uniti in testa.

In crescita invece la vendita di vino biologico. Anche sul mercato domestico.

Probabilmente per il passaparola di quanti hanno verificato le differenze in termini di autenticità dei vini bio rispetto agli altri. Forse perché tante associazioni di consumatori e autorevoli fonti d’informazione divulgano spesso dati e analisi quantomeno preoccupanti circa le quantità residue di sostanze dannose come pesticidi e chimica di sintesi in generale, purtroppo presenti nei nostri vini. E non ultimo perché, insieme a questi dati, spesso sono citate le leggi europee e italiane che disciplinano l’etichettatura dei vini biologici; norme che proibiscono l’uso di queste sostanze se si vuole esporre il logo UE  e la logo UE vino biologico dicitura di “vino biologico”.

Dunque, anche se lentamente, si diffonde maggiore consapevolezza fra gli appassionati di vino, italiani e stranieri. Anche se l’informazione a riguardo non sempre è puntuale e chiara.
A guardar bene, che si parli di bio oppure no, è la stessa normativa che dovrebbe essere migliorata al fine di informare meglio il consumatore. Incominciando da ciò che si dovrebbe indicare in etichetta, vini biologici compresi.
Ad esempio, in etichetta è obbligatoria la dicitura “contiene solfiti”. Va bene: ma quanti? I limiti ammessi nei vini bio certificati sono più severi di quelli permessi nei vini convenzionali. È vero ma, di nuovo: quanti ce ne sono?

L’Italia è uno dei paesi che maggiormente contribuisce a diffondere la cultura del vino nel mondo. Abbiamo mai considerato che gli investimenti in comunicazione di tanti produttori italiani potrebbero alla fin fine andare a beneficio dei paesi concorrenti?
Perché non giocare d’anticipo?
Se non in quelli convenzionali, almeno nell’etichettatura dei vini biologici perché non rendere obbligatorio indicare il tenore di solfiti?

Produciamo il migliore vino del mondo e lo vendiamo a prezzi ragionevoli.
Distinguiamoci anche in trasparenza! Il mercato lo apprezzerà!