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I vini Biodinamici

Per il viticoltore biodinamico, produrre vino di qualità significa riuscire a ottenere un prodotto “trasformato” (il vino) che conservi le caratteristiche del “prodotto di partenza” (le uve) esprimendone il più possibile la natura originaria.
 
Come quella biologica, anche la viticoltura biodinamica utilizza esclusivamente metodiche, ausili e tecniche “naturali”.
Di conseguenza, non è contemplata la possibilità di utilizzare sostanze chimiche di sintesi nella coltivazione delle uve. E nel processo di vinificazione, ad esempio, sono impiegati solo lieviti naturali.
 
Senza voler scendere nei dettagli dei metodi di coltivazione e degli standard di trasformazione o produzione dei vini, ci limitiamo a osservare che la viticoltura biodinamica ricerca, contribuendo essa stessa a comporre, un “sistema territorio” all'interno del quale possa prosperare il vigneto, dove gli elementi
  • aria
  • acqua
  • suolo
  • sottosuolo
  • condizioni climatiche
siano in naturale equilibrio.
 
Nel rispetto di quell'equilibrio, la “produttività” del vigneto è ottenuta contribuendo alla fertilità della terra e stimolando la vite “all'autosufficienza”, affinché sviluppi le capacità di resistere a parassiti e malattie.

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